Benedict Cumberbatch da Sherlock alle macchine di Turing

Di

Benedict-Cumberbatch_Imitation-Game_Alan-TuringLa successione dei vari trionfi nella carriera di Benedict Cumberbatch in questi ultimi anni è pressoché perfetta, dal grande trionfo del televisivo Sherlock a parti sempre più importanti al cinema: War Horse, Tinker Tailor Soldier Spy, ben due “ruoli” in The Hobbit e, per finire, interpreterà l’arcinemico in Star Trek Into Darkness.

Eppure, con tutti questi grandi titoli in curriculum, forse il ruolo nel quale brillerà più che in ogni altro, la parte che sembra realmente ritagliata sulle sue capacità espressive, deve forse ancora venire e potrebbe nascondersi in una pellicola meno eclatante ma assai interessante, The Imitation Game, messa in cantiere da Black Bear Pictures.

Il lungometraggio narra la storia di Alan Turing, esperto crittografo, logico e matematico, considerato padre della scienza informatica e dell’intelligenza artificiale, che ha avuto una vita che è materiale perfetto per un film: elemento decisivo nel decifrare i codici dei nazisti durante la guerra e in seguito attivo in tantissimi campi in Inghilterra (informatica, matematica, logica, neurologia, fisiologia, embriologia e, fra l’altro, era anche un formidabile maratoneta…) cadde in disgrazia in seguito a un banale incidente nel 1952.

Egli infatti denunciò un giovane amico per furto e, pressato dalle autorità, ammise la propria omosessualità. Al tempo nel Regno Unito vigevano leggi molto dure e un acceso dibattito nei confronti di assurdi metodi di prevenzione, a Turing fu proposto di scegliere fra il carcere o la castrazione chimica e lui scelse la seconda opzione, con conseguenze disastrose su corpo e psiche, quali ovviamente l’impotenza, depressione e la crescita del seno.

Turing morì due anni dopo, mangiando una mela avvelenata al cianuro di potassio (Biancaneve era la sua fiaba preferita) e, sebbene la madre sostenesse la tesi dell’incidente, le autorità classificarono il tutto come suicidio.

La sceneggiatura, a opera di Graham Moore, è ritenuta una delle migliori all’interno della nota Black List e il progetto aveva affascinato in precedenza Warner Bros. che pensava di assegnare la parte a Leonardo DiCaprio ma, pur con tutto il rispetto e ammirazione che nutriamo per il grande Leo, qui in redazione pensiamo che Benedict Cumberbatch sia una scelta ben migliore.
A dirigere il tutto Morten Tyldum, già ammirato in Headhunters.


Commenta o partecipa alla discussione
Nome (obbligatorio)

E-mail (non verrà pubblicata) (obbligatoria)

Sito Web (opzionale)

Copyright © Teknosurf.it, 2007-2024, P.IVA 01264890052
SoloCine.net – Guida e storia del cinema supplemento alla testata giornalistica Gratis.it, registrata presso il Tribunale di Milano n. 191 del 24/04/2009